Quattordicesima 2019 per il coniuge superstite: come funziona?

Quattordicesima 2019 per il coniuge superstite: come funziona?

Come noto, il sistema previdenziale italiano riconosce la cosiddetta “pensione ai superstiti” in favore degli eredi, in caso di decesso del coniuge pensionato. Il trattamento previdenziale, in particolare, può essere suddiviso in due tipologie, a seconda se il dante causa fosse già pensionato o meno. Quindi è possibile distinguere tra:

  • pensione di reversibilità, se il defunto percepiva già la pensione di vecchiaia o anticipata;
  • pensione indiretta, se invece il defunto non aveva ancora maturato il diritto alla pensione. In tal caso è necessario aver versato almeno 15 anni di contributi (780 contributi settimanali) in tutta la vita assicurativa oppure, in alternativa, almeno 5 (260 contributi settimanali), di cui 3 (156 contributi settimanali) nei cinque anni precedenti al decesso.

Fin qui tutto chiaro: ma cosa accade precisamente a tutti quei emolumenti che maturano nel tempo, come ad esempio i ratei di quattordicesima, non riscossi in vita dal pensionato? 
L’INPS afferma che tali emolumenti entrano nell’asse ereditario. In altre parole, sono legittimamente trasmissibili agli eredi secondo la disciplina comune del diritto civile in materia di eredità.

Si ricorda, in maniera sintetica, che le rate di pensione non riscosse dal pensionato sono pagate:

  • al coniuge superstite;
  • in mancanza del coniuge, ai figli viventi al momento della morte del pensionato;
  • in mancanza di coniuge e figli, agli altri eredi legittimi o testamentari.

Quindi il coniuge superstite (e in sua mancanza i figli) hanno diritto alla quattordicesima che spettava al coniuge (o genitore) deceduto.

Esistono principalmente due vie:

  • se il coniuge superstite o figlio minore già ricevono la pensione di reversibilità, l’INPS liquida d’ufficio quanto dovuto a titolo di rate maturate e non riscosse;
  • se invece il coniuge superstite o figlio minore presentano specifica domanda all’INPS di ratei maturati e non riscossi, il pagamento d’ufficio viene bloccato e i ratei saranno pagati a tutti gli eredi che ne hanno fatto richiesta con la ripartizione a ognuno della propria quota spettante.

In via generale, quindi, non è necessaria una specifica domanda e l’intero importo spettante a titolo di rate maturate e non riscosse verrà liquidato al coniuge superstite oppure al figlio minore.

Si precisa che il rateo d’ufficio viene liquidato solo ed esclusivamente se il richiedente la reversibilità è il solo coniuge superstite o il figlio minore e non nei casi di compresenza.