Novità sulle pensioni di vecchiaia o anticipata.

Novità sulle pensioni di vecchiaia o anticipata.

Le pensioni disciplinate dalla legge Fornero, come la pensione anticipata e la pensione di vecchiaia ordinaria, decorrono dal primo giorno del mese successivo alla maturazione dei requisiti: per la loro liquidazione non è dunque necessario attendere un periodo di finestra.

La nuova pensione anticipata quota 100, invece, dovrebbe essere subordinata all’attesa di un periodo di finestra: in particolare, dovrebbero essere previste quattro finestre fisse ogni anno, cioè quattro date di uscita, per i lavoratori del settore privato, due date ogni anno per i dipendenti pubblici, ed una sola data di uscita annuale per i lavoratori del comparto scuola.

Sull’argomento si è pronunciata, di recente, la Corte di Cassazione.

La pensione di vecchiaia anticipata per invalidità è una prestazione introdotta dal cosiddetto decreto Amato. Questa pensione può essere ottenuta con un’età pensionabile inferiore a quella prevista per la pensione di vecchiaia ordinaria. Possono richiedere questa pensione i non vedenti e per chi possiede un’invalidità pensionabile riconosciuta almeno pari all’80%. Oltre al riconoscimento dell’invalidità, però, il lavoratore deve soddisfare diverse condizioni per usufruire dell’agevolazione.

In primo luogo, per il diritto alla diversa età pensionabile, l’accertamento dello stato di invalidità in misura non inferiore all’80 % deve essere effettuato dagli uffici sanitari dell’Inps: se il lavoratore, dunque, ha eventualmente già ottenuto il riconoscimento di una percentuale d’invalidità pari o superiore all’80% da parte di un altro ente, la certificazione rilasciata costituisce solo un elemento di valutazione per la formulazione del giudizio medico legale utile alla pensione di vecchiaia anticipata.

In parole semplici, solo la commissione medica dell’Inps può concedere la possibilità di pensionamento anticipato per invalidità, non essendo sufficiente il riconoscimento avuto da altri enti con percentuale non inferiore all’80%.

Questo perché, secondo l’Inps, l’invalidità per la pensione di vecchiaia anticipata deve essere valutata secondo le previsioni della nota Legge 222, cioè la legge che disciplina la previdenza dei lavoratori inabili o invalidi: si parla, difatti, d’invalidità pensionabile.

Per ottenere la pensione di vecchiaia è necessario soddisfare i seguenti requisiti, oltre al possesso dell’invalidità dell’80%:

  • possesso di almeno 20 anni di contributi;
  • possesso di un’età almeno pari a 60 anni e 7 mesi di età, se uomini, o a 55 anni e 7 mesi, se donne; dal 2019 i requisiti saliranno, rispettivamente, a 61 anni di età e 56 anni di età;
  • per i non vedenti, i requisiti di età sono pari, rispettivamente, a 55 anni e 7 mesi per gli uomini e 50 anni e 7 mesi per le donne.
Non sono ammessi al beneficio i lavoratori del settore pubblico ed i lavoratori autonomi.

Dalla data di maturazione dell’ultimo requisito, è necessario attendere 12 mesi, il cosiddetto periodo di finestra, prima di ottenere la liquidazione della pensione. L’attesa del periodo di finestra è stata confermata da una recente sentenza della Cassazione: nonostante la pensione di vecchiaia anticipata per invalidità, difatti, sia una tipologia di pensione di vecchiaia, non si deve applicare la nuova disciplina Fornero, che non prevede le finestre per la pensione di vecchiaia ordinaria, ma si deve applicare il vecchio regime delle decorrenze, in quanto si tratta di un’agevolazione derivante da una precedente normativa.