Il certificato medico è sempre obbligatorio?

Il certificato medico è sempre obbligatorio?

Nel corso del tempo sono state tante le leggi che hanno regolamentato la certificazione medica. La legge tende a differenziare le attività sportive in diverse tipologie. Per questo, a seconda del tipo di attività sportiva da svolgere, esiste una diversa certificazione da produrre.
Il certificato medico sportivo è un documento che serve ad attestare l’idoneità fisica a svolgere una attività sportiva. Viene rilasciato, a seguito di visita medica, dal medico di famiglia (medico curante o di base) o dal medico dello sport. Il medico dello sport è il professionista operante nelle strutture pubbliche o private, esperto in medicina sportiva perché in possesso di apposita specializzazione o dell’attestato ministeriale.

Il certificato medico sportivo generalmente ha validità di un anno dalla data del rilascio e deve contenere l’indicazione del medico o della struttura sanitaria che certifica, le generalità del richiedente, deve riportare i risultati della visita medica, l’oggetto specifico della certificazione, la data e il luogo di rilascio, il timbro e la firma del medico. Può essere rilasciato anche su modelli predefiniti immodificabili. La legge prevede diverse categorie di certificati medici sportivi a seconda dell’attività sportiva e delle caratteristiche che essa possiede:

  • certificato medico per attività sportiva agonistica;

  • certificato medico per attività sportiva non agonistica;

  • certificato medico per attività ludico-motoria;

  • certificato medico per attività sportiva agonistica svolta dai disabili;

  • certificato medico per le attività sportive ad elevato impegno cardiovascolare.

Il certificato medico sportivo è sempre obbligatorio per l’attività agonistica e non agonistica.

Tra le attività sportive agonistiche rientrano tutti gli sport praticati in maniera continua e costante con regolare partecipazione a incontri e/o gare sportive da tesserati a Federazioni sportive nazionali, alle Discipline associate, agli Enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI.
Il certificato medico sportivo è obbligatorio e deve essere necessariamente rilasciato dal Medico dello sport a seguito di una accurata visita medica. E' a pagamento e il costo dipende sempre dal listino del medico che varia da regione a regione, a cui vanno ad aggiungersi i costi degli esami per la visita medica.

Le attività sportive non agonistiche sono:

  • quelle svolte da persone tesserate, in società sportive affiliate alle Federazioni sportive nazionali, alle Discipline associate, agli Enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI;

  • quelle svolte dai partecipanti ai giochi sportivi studenteschi nelle fasi precedenti a quella nazionale;

  • quelle svolte dagli alunni degli istituti scolastici pubblici nel corso delle attività parascolastiche. Le attività parascolastiche sono tutte quelle attività a carattere sportivo che si svolgono in orario extrascolastico e che non rientrano nelle ore curriculari dell’educazione fisica.

Il certificato medico sportivo per attività sportive non agonistiche può essere richiesto al medico curante, al pediatra o al medico dello sport. Generalmente è gratuito se rilasciato dal pediatra o dal medico curante, tuttavia non mancano casi in cui è comunque richiesto il pagamento e il costo va da un minimo di 20 Euro ad un massimo si 40 euro. E’ sempre a pagamento se rilasciato dallo specialista dello sport: il costo dipende dal listino e si aggira intorno ai 40 euro.

Per svolgere un’attività ludico-motoria il certificato medico non è obbligatorio. L’attività ludico-motoria è quella svolta da soggetti, in modo individuale o collettivo, non tesserati a Federazioni sportive nazionali, alle Discipline associate, agli Enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI. Si tratta dunque, di tutte quelle attività che sono necessarie per il mantenimento psico-fisico e rientrano tra queste anche tutte quelle attività fisiche che si svolgono in proprio, in maniera del tutto amatoriale ed autonoma.

E’ obbligatoria anche la certificazione per attività agonistica praticata dai disabili conosciuta con l’abbreviazione CIP. Il medico certificatore tiene conto dello stato fisico generale del soggetto disabile e delle eventuali patologie. Viene considerato anche il rischio specifico nell’attività svolta sia in gara che in allenamento. La visita medica e il costo del certificato variano a seconda del caso specifico. Si possono portare in detrazione dal reddito i costi per il rilascio del certificato medico sportivo perché rientrano tra le spese sanitarie.

Sono obbligati a presentare la certificazione medica anche gli sportivi non tesserati che partecipano a manifestazioni non agonistiche o di tipo ludico-motorio come le manifestazioni podistiche di lunghezza superiore a 20 km, nuoto, ciclismo, sci di fondo e che sono patrocinate dalle Federazioni Sportive Nazionali, dalle Discipline sportive Associate e dagli Enti di Promozione Sportiva. Questo tipo di certificato è per attività sportive di particolare ed elevato impegno cardiovascolare e può essere rilasciato sia dal medico curante, sia dal pediatra, sia dal medico dello sport. È a pagamento e il prezzo della visita per ottenerlo può superare i 50 Euro. La visita medica comprende la rilevazione della pressione arteriosa, l’ elettrocardiogramma ed altri accertamenti ritenuti necessari dal medico.

Le persone che hanno superato i 60 anni o con problemi cardiovascolari devono ripeterlo annualmente. Il certificato è solo raccomandato e non obbligatorio per tutte le attività sportive a ridotto impiego fisico come ad esempio il gioco degli scacchi, il tiro con l’arco, il golf, ecc.

Sono esclusi dalla presentazione della certificazione anche i tesserati che non svolgono alcuna attività sportiva ad esempio i dirigenti, i dipendenti, gli impiegati amministrativi.

Di recente, un Decreto emanato dal Ministro della Salute di concerto con il Ministro dello Sport ha eliminato l’obbligo alla presentazione della certificazione medica per tutti i bambini in età compresa tra 0 e 6 anni. L’obiettivo è quello di facilitare l’approccio alle attività sportive sin dalla tenera età e di garantire un modello di comportamento e uno stile di vita corretto in modo da non gravare in futuro sul servizio sanitario nazionale. Il certificato, anche in questo caso, non è obbligatorio salvo i casi indicati dal pediatra.