Bollette telefono fisso fatturate ogni 28 giorni? Le compagnie telefoniche devono rimborsare gli utenti.

Bollette telefono fisso fatturate ogni 28 giorni? Le compagnie telefoniche devono rimborsare gli utenti.

Gli operatori dovranno rimborsare in bolletta entro il 31 dicembre 2018 i giorni sottratti in maniera illegittima agli utenti in seguito alla fatturazione a 28 giorni applicata fra il 2016 e il 2017. Lo ha stabilito il Tar del Lazio, respingendo il ricorso avanzato dagli operatori di sospensiva della delibera dell’Autorità.

La decisione del Tar impone a Tim, Vodafone, Wind Tre e Fastweb di compensare con accredito in bolletta entro fine anno gli importi sottratti illegittimamente ai clienti per la pratica della fatturazione a 28 giorni, finita nel mirino dell’Agcom.

Il braccio di ferro con le Tlc è andato avanti per mesi fino alla svolta di venerdì scorso, quando i giudici amministrativi hanno stabilito che “non risultano ragioni di oggettiva e insormontabile difficoltà nel provvedere agli adeguamenti imposti dall’Autorità (tramite lo storno dalle fatture di un numero di giorni pari a quelli erosi a causa della abbreviazione della fatturazione a 28 giorni) – secondo quanto scritto nell’ordinanza – tenuto conto della data di adozione della delibera Agcom n. 269/18/CONS del 6 giugno 2018, pubblicata in data 3 luglio 2018 del termine previsto per i suddetti adempimenti (che scadrà in data 31 dicembre 2018) e della imminente data di svolgimento dell’udienza di merito fissata per il prossimo 14 novembre 2018”. 

La decisione del Tar segue l’annuncio dell’Agcom dello scorso mese di luglio, quando l’Autorità ha stabilito che i rimborsi ai clienti vanno calcolati a partire dal 23 giugno 2017 fino all’inizio di aprile 2018, quando gli operatori di fatto sono tornati alla fatturazione a 30 giorni.

Gli operatori, in via compensatoria, dovranno fornire ai clienti un numero di giorni di servizio gratuito pari a quello dei giorni sottratti con le bollette a 28 giorni. In via alternativa, l’Agcom consentirà agli operatori di offrire altre modalità di compensazione individuale ai clienti.

Gli operatori hanno subito una sanzione di 1,16 milioni di euro a testa per il calcolo della fatturazione a 28 giorni, che ha provocato un sovrapprezzo medio dell8,6% annuo delle bollette, ma possono ancora fare appello al Consiglio di Stato.